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La biblioteca civica "Antonio Panizzi" simbolo prestigioso dell'unità d'Italia e della cultura democratica

Un grande bene culturale, che conserva tesori preziosi, che molti frequentano, ma non conoscono.
Il progetto Beni culturali Beni dell'umanità, ci è stato affidato, dalla nostra Professoressa Mariagiuseppina Bo e noi alunne della IVA lo abbiamo preso molto a cuore.


Ci siamo divise in gruppi di lavoro e il mio gruppo ha deciso di riscoprire, la biblioteca Antonio Panizzi Panizzi di Reggio Emilia, che nasce dalla fusione della biblioteca municipale e della biblioteca popolare. La nuova struttura viene intitolata al grande bibliotecario e patriota Antonio Panizzi di fama internazionale
Il palazzo dell' attuale biblioteca è stato iniziato nel 1701, di fronte alla chiesa di San Giorgio dove vivevano i gesuiti, che nel 1773 vennero soppressi. Dopo i gesuiti tornarono gli estensi che chiusero la biblioteca.
La storia della biblioteca è strettamente legata a fatti politici, nazionali e locali , in proposito, si può ricordare che dopo l'unità d'Italia gli estensi fuggono e le biblioteche rifioriscono.
Il primo catalogo di stampa risale al 1801-1815.Nel 1910, Prampolini istituì la prima biblioteca popolare aperta a tutti, che nel 1975 diventa: biblioteca comunale (Panizzi). Abbiamo contattato, poco tempo fa, il direttore Giordano Gasparini, nel giro di pochi giorni.

Biblioteca Panizzi Facciata

Ci siamo presentate da lui, il 26 Gennaio,un gruppo di cinque alunne e siamo state accolte calorosamente nel suo ufficio, dove ci ha fatto accomodare e "intervistate" sul nostro progetto. Si è mostrato subito molto disponibile, e ci ha in seguito, accompagnandoci alla mostra dedicata alla biblioteca, al piano terra. Ci ha mostrato e spiegato la storia di Panizzi e la nascita della struttura. Antonio Panizzi, patriota ed erudito (Brescello, Reggio nell'Emilia, 1797-Londra 1879), affiliato alla Carboneria, fu esule a Lugano e a Londra, dove insegnò nel 1828 lingua e letteratura italiana allo University College, curando edizioni dell'Orlando furioso, dell'Orlando innamorato, dei Sonetti e canzoni di Boiardo, e pubblicando le prime vittime di Francesco IV Duca di Modena. Fu poi assistente (dal 1831) e direttore (1856-66) della biblioteca del British museum e progettò la famosa Reading Room. Negli stessi anni lavorò per la causa dell'unità d'Italia col governo britannico, tanto da convincerlo ad a sostenere la cusa italiana, e fu in corrispondenza con Cavour, d'Azeglio, Mazzini, Garibaldi e altri grandi patrioti italiani. Senatore del regno d'Italia nel 1868, ebbe poi nel 1869 il titolo di sir, il più alto che conferisca l'Inghilterra per chi non appartiene alla nobiltà. Tornato in Italia diventò senatore del regno d'Italia. Inventò le 91 tesi per catalogare i libri. Panizzi si, nel suo incarico a Londra, si preoccupava non solo di se stesso, ma di tutti i funzionari pubblici, la prima cosa che chiese e ottenne fu la pensione per tutti i dipendenti.
Durante la nostra visita abbiamo avuto modo di vedere i primi cataloghi, originali, della biblioteca, ed è stato un vero piacere poter notare come oggetti così preziosi , così come come uno dei tre famosi codici di Piero della Francesca in Italia: il "De prospettiva pingendi".Uno del testi cardine del Rinascimento.

Abbiamo visto come rarità uniche come questa, siano conservate in modo così speciale e accurato. Successivamente, il direttore Giordano Gasparini, ci ha spiegato dove avremmo potuto trovare la prima pietra della struttura, per fotografarla e aggiungerla al nostro materiale.
È stata un'esperienza molto interessante e significativa per il nostro progetto, ed è stato per noi davvero importante lavorare a ciò con il direttore in persona e scoprire quello che non avremmo mai immaginato e soprattutto quello che vediamo ogni giorno, diamo per scontato senza conoscerlo.

Valeria Montagna, Elena Viola, Anisa Kodra, Allessia Casoli, Arianna Venturelli, classe IVA